6 settembre 2011

La storia di Thor

Parlare di uno qualsiasi dei personaggi dei comics mainstream ammeregani è sempre un’impresa spinosa. Non tanto per il posto che occupano nell’immaginario collettivo e nella cultura pop, quanto per il fatto di essere, a livello narrativo, la versione contemporanea dei miti antichi. Così come per i miti, infatti, ogni personaggio, e ogni evento che lo riguarda, è passato attraverso innumerevoli voci e racconti di artisti differenti, che ne hanno narrato in maniera sempre diversa il passato, il presente e pure il futuro.

Le storie che formano e sorreggono gli eroi DC e Marvel sono costituite da un flusso di eventi (che riguardano la creazione del personaggio, i suoi amori, le sue lotte, le sue morti e rinascite) continuamente modificati, rimaneggiati, ristrutturati e riscritti, per meglio adeguarsi sia al trascorrere del tempo e delle mode, sia agli obiettivi che la casa editrice e lo sceneggiatore di turno si prepongono.
Viene così a capitare che molti episodi più o meno bizzarri della vita editoriale degli eroi vengano dimenticati, volutamente o meno; o che diversi personaggi si spostino senza sosta dalla ribalta alle quinte, cambiando poteri, capacità, relazioni; o, ancora, che interi decenni di storie e archi narrativi vengano cancellati dalla continuità narrativa del personaggio*.

Quello che comunque resta quasi sempre invariato nella storia di un personaggio è la sua origine: un cuore, o una sorta di nocciolo, che rimarrà uguale a se stesso, non importa chi ci sia a scrivere l’ennesima versione del personaggio (fumettistica, cinematografica o animata). E nel caso di Thor il cuore è il seguente.

Tutte le creature della mitologia norrena esistono, sono reali, e sono pure tremendamente potenti. Queste vivono ad Asgard, luogo situato su di un piano dimensionale differente rispetto a quello della Terra (attenzione: piano dimensionale, non universo parallelo – esistono altri universi paralleli a quello principale Marvel (indicato comunemente come Terra 616**) che contengono le proprie differenti versioni di Asgard). Thor, figlio del supremo Odino, un bel giorno fa il ganassa con i Giganti del Ghiaccio, fornendo un casus belli che mette sottosopra Asgard, e che fa parecchio incazzare Odino stesso. Odino che quindi spoglia Thor dei suoi poteri e lo precipita sulla Terra per farsi un bagno d’umiltà. Seguono mirabolanti avventure di un dio in disgrazia che cerca di recuperare la propria identità e il proprio posto ad Asgard, ostacolato in ogni modo dal fratello Loki, spesso in combutta con il demone del fuoco Surtur.

Thor compare per la prima volta nel numero 83 di Journey into Mystery (1962), un magazine della Marvel nel quale si testavano e si proponevano al pubblico storie e personaggi legati alla fantascienza, al soprannaturale e all’orrore, e visto il successo riscosso nei lettori si decise di dedicargli una testata apposita. Nei quasi cinquant’anni che sono passati, a Thor gliene sono capitate di ogni: recupera i poteri, fonda (assieme ad Iron Man e altri) i Vendicatori, mena un sacco le mani sui cattivoni che cercano di distruggere la Terra, s’innamora della terrestre Jane Foster, ritorna ad Asgard, affronta nemici ed entità cosmiche sempre più potenti***, sostituisce il defunto Odino sul trono di Asgard, muore sconfiggendo dei non meglio precisati esseri che tenevano in scacco da millenni le divinità dell’universo Marvel (universo nel quale sono presenti e bene attivi anche i pantheon greci e indiani), ritorna in vita, riprende a menare a destra e a manca.

I creatori di Thor sono Stan Lee e Jack Kirby (i due hanno messo in piedi i quattro quinti dei super-eroi Marvel), e fra gli sceneggiatori e i disegnatori più importanti che hanno curato il personaggio si possono annoverare Gerry Conway, Warren Ellis, Dan Jurgens, Michael Straczynski, Matt Fraction, Neal Adams, John Buscema, John Romita jr e Walt Simonson.

Forse non tutti sanno che Thor…
-una volta è stato sconfitto da un cavallo cyborg alieno antropomorfo, tale Beta Ray Bill, che gli ha sottratto per qualche tempo il ruolo di dio del tuono (no, sul serio);
-ha riempito diverse volte di botte un intero pianeta vivente (nominato con didascalico rigore Ego il Pianeta Vivente);
-ha fatto passare un brutto quarto d’ora a Dracula;
-ha fulminato Tony Stark perché quest’ultimo l’aveva clonato senza il suo permesso (oh, Tony, non ti smentisci mai);
-ha vissuto sotto forma di rana per diverso tempo (non parliamo poi di quando è stato ridotto a una forma liquida);
-qualche anno fa ha conquistato la Terra intera, ed è poi tornato indietro nel tempo per impedire a se stesso di portare a compimento l’impresa – principalmente perché, usando le immortali parole di Conrad von Orton (ovvero Sean Penn) in “The Game” di David Fincher, gli era sembrato di essere diventato troppo stronzo;
-alcuni degli alter ego di Thor (a volte semplici alias, altre volte invece dei doppi umani nei quali il dio si tramuta) comprendono: Donald Blake (medico),  Jake Olsen (paramedico), Eric Masterson (architetto), Sigurd Jarlson (muratore) (sembra avere una predilezione per certi campi professionali, il nostro dio del tuono).

*un eclatante caso di questo tipo è avvenuto qualche tempo fa con l’Uomo Ragno: per svecchiare il personaggio si decise, tramite un escamotage molto criticato (un patto con Mefisto), di cancellare il suo matrimonio con Mary Jane (avvenimento che a suo tempo, nel 1987, fu imbastito in fretta e furia per contrastare un’analogo evento che quelli della Marvel pensavano stessero per mettere in piedi quelli della DC, ovvero il matrimonio fra Clark Kent e Lois Lane – matrimonio, quest’ultimo, che però avvenne una decina d’anni dopo), e renderlo nuovamente single e inquilino a scrocco dalla zia May.

** gli altri, potenzialmente infiniti, universi paralleli, denominati come Terra-numero, servono da contenitori per i personaggi di altre case editrici, oppure per delle versioni degli stessi personaggi Marvel a cui le cose sono andate in maniera differente rispetto alla Terra principale: la Terra 1610, ad esempio, è l’universo nel quale sono ambientate le storie della linea Ultimate (linea editoriale che è stata presa come riferimento per le ultime versioni filmiche dei personaggi Marvel); la Terra 2149 è un universo nel quale i super eroi si sono trasformati in degli affamatissimi zombie. Il tutto è complicato dal fatto che spesso i super-eroi si fanno dei gran viaggioni fra i diversi mondi paralleli, oppure la Marvel stessa decide di modificare i propri piani editoriali, e se ne salta fuori a posteriori con qualcosa come “ah, guardate che dal gennaio di due anni fa fino ad oggi abbiamo mostrato le storie di Terra-numero-vattelapesca. Adesso torniamo a mostrarvi le storie di Terra 616” (cosa realmente accaduta con Age of Apocalypse, un mega-evento di metà anni 90 che avrebbe dovuto rivoluzionare tutta l’architettura narrativa dell’universo Marvel, ma che poi, visto il pasticcio creato e le ire dei lettori, si decise di bollare come Terra 295, per ritornare a uno status quo di due anni anteriore su Terra 616).

*** qualche esempio? Siore e siori, primo nella fila abbiamo Graviton (uno scienziato a cui gira il boccino in seguito a un incidente di laboratorio, e che gli dona il potere di manipolare la gravità); segue il baldanzoso Ultron (un super-essere robotico a cui girano invece i circuiti, in seguito a un forte complesso edipico provato nei confronti del proprio creatore, lo scienziato e Vendicatore Hank Pym); ultimo ma non meno strambo, Korvac (un ingegnere informatico di un universo parallelo (Terra 291) che, dopo aver tradito la razza umana e averla resa schiava degli alieni rettiloidi Badoon, viene da questi trasformato in un cyborg dai poteri apparentemente illimitati (per punizione, eh, mica come contropartita per il tradimento)).

Gualtiero.

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