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20 febbraio 2012

L'importanza di chiamarsi Woody

Sul web girano un'infinità di citazioni, frasi che spesso saltano alla mente quando con gli amici si parla di qualcosa in particolare o che solamente ci piace condividere sui social network. Ora, secondo voi di una frase è più importante il messaggio che contiene o la persona che la dice?
A tal proposito ho da raccontarvi cosa è successo al fumettista Davide La Rosa. Anzi, ve la faccio raccontare da lui in persona.

Il primo Febbraio, sul mio blog, pubblico alla mezzanotte (l'orario è importante) il seguente fumetto.

Passano le ore e ad un certo punto, verso mezzogiorno, il tale che gestisce il profilo italiano di "Woody Allen" (che con Woody Allen non ha nulla a che fare) decide di estrapolare dal sopra citato fumetto la seguente frase: "L'omosessualità è contronatura ma anche camminare sull'acqua, morire e risorgere, moltiplicare il cibo e rimanere incinta da vergine" e l'attribuisce a Woody Allen. Mi segnalano la cosa e io faccio notare subito, al finto Allen, il plagio a mio discapito e la toglie. Ma ormai il danno è fatto. La frase ha iniziato a girare a nome Woody Allen e non si arresta più. A qualcuno sono riuscito a fare cambiare il nome della citazione ma ormai, per la maggior parte delle persone, è di Allen. Qualcuno ora la cita a mio nome e sotto gli scrivono, con fare altezzoso, "E' di Allen". Bastano due cose per dimostrare che non è di Allen: notare che prima della mezzanotte del primo Febbraio tale frase non esisteva nell'Universo e che non esiste in inglese (lingua madre di Allen e in cui scrive di solito). La cosa che mi fa più arrabbiare è che a molti, una volta scoperta che la frase era mia, l'hanno tolta. Il messaggio è che se la frase è di Allen allora è bella, se invece è la mia (che sono un signor nessuno) allora non vale la pena diffonderla. Ciò dimostra quanto qualunquismo è insito in molte persone e quanto uno divulga frasi solo perché fa "Figo" mettere una frase di Woody Allen invece di una di Davide La Rosa. La cosa bella in tutta questa storia antipatica è stato l'affetto di chi mi legge che mi ha aiutato a segnalarmi e a far cambiare le citazioni sbagliate a loro un grazie enorme. E grazie a Nerdosità per questo spazio che mi ha concesso.
Questo blog fa a Davide i migliori auguri per la sua carriera da fumettista e invita chiunque veda la suddetta frase mal attribuita di segnalarla agli admin di competenza, magari linkando il fumetto sul blog di Davide o questo post.

Gianmarco.

30 gennaio 2012

Geeky side of Paris - Arti e Mestieri

A Parigi c'è un museo.
Sì lo so che non è una novità ma non parlo di uno di quelli famosi, quelli con quadri unici al mondo.
Sto parlando del Museo delle Arti e dei Mestieri, o come dicono loro Musée des Arts et Metiers.

Al di sopra del punto in cui la linea 3 e la linea 11 della metro si incontrano sorge il luogo del quale vi parlerò. In ogni caso vi consiglio di prendere la linea 11 e scendere alla fermata della metro omonima al museo perché vi attenderà una cosa del genere.


Se non lo avete capito l'intera banchina della fermata "Arts et Metiers" è costruita come se ci si trovasse all'interno del Nautilus, il sottomarino del Capitano Nemo, protagonista del romanzo di Verne "Ventimila leghe sotto i mari". Iniziamo bene, no?
Sempre sulla banchina possiamo leggere una targa che ci spiega per sommi capi sia la storia del CNAM (un centro di ricerche) che del museo.

Uscendo dalla metro sarà ben visibile un antico edificio nel cui piazzale troviamo una fontana e la riproduzione della Statua della Libertà. A Parigi ovunque possono ne mettono una, non si stancano mai di ricordarti che l'hanno fatta loro. Mai.

Dopo aver fatto il biglietto (che per i minori di 26 anni cittadini dell'UE è gratuito come per ogni museo francese) ci si può incamminare per raggiungere il secondo piano. E' lì che inizia il percorso fra i vari temi e i periodi storici. Per l'appunto, il museo è diviso in ambienti che differiscono per il tema trattato e in ogni ambiente le installazioni e le vetrine sono disposti in ordine cronologico.


Non starò qui a descrivervi tutto il museo, altrimenti poi voi che ci andreste a fare? Però voglio farvi vedere qualche foto delle cose che mi hanno colpito maggiormente.

Dopo essere venuti a conoscenza che Blaise Pascal aveva solo 19 anni quando nel 1643 costruì la prima macchina calcolatrice della storia e che lo fece per aiutare il padre nel suo lavoro da contabile, ci si ritrova davanti all'apparecchiatura da laboratorio utilizzata da Lavoisier per i suoi studi sulla conservazione della massa. Qualcosa di molto vicino ad un reliquiario per quelli come me, e immagino anche per quelli come voi.


Appena il tempo di smaltire l'adrenalina e ci si ritrova al cospetto di un supercomputer del 1985: il Cray-2

Un macchina che venne utilizzata per la ricerca più avanzata dell'epoca ma anche per scopi militari ed energetici. E pensate che aveva una potenza di calcolo di soli 243 MHz, sono cose da tenere presente quando si impalla il multicore che abbiamo nel pc. Forse c'è qualcosa che non va. In noi, non in lui.

Ed ora l'ultima cosa, il Robot Ecureiul, del 1990. Viene descritto come un robot scoiattolo perché è stato utilizzato negli impianti nucleari per salire sui camini delle centrali e controllare le condizioni dell'impianto dove mandare un uomo sarebbe stato troppo pericoloso.


Questi sono solo alcuni dei molti oggetti interessanti osservabili al Musée des Arts et Metiers, non vi ho parlato di tutto il settore dedicato alle costruzioni, di quello dedicato all'energia, alla meccanica, alle comunicazioni. Tuttavia spero di avervi incuriosito a tal punto che nel caso vi trovaste a passare per Parigi ci andrete a fare un salto.

Gianmarco.

18 maggio 2011

Che tu sia nerd o no 'ste cose le devi sapere.

Il prossimo 12 e 13 giugno ci saranno quattro referendum: due sull'acqua pubblica, uno sul nucleare e uno sul legittimo impedimento.

Il referendum è la massima espressione di democrazia che abbiamo in Italia, è una questione politica nel senso più stretto del termine (che riguarda la polis) perché si chiede direttamente al popolo cosa ne pensa di un determinato argomento senza farsi rappresentare da alcun partito.

Solitamente Nerdosità non parla di politica ma siccome i quesiti referendari riguardano cose molto legate a scienza e tecnologia ho voluto farci un post.

Questo blog crede che siccome il 99% delle molecole di ogni essere vivente sono molecole d'acqua [1] , essa non vada venduta al migliore offerente ma gestita dai cittadini.
Questo blog crede che per motivi economici, ambientali e di sicurezza il nucleare non sia una fonte energetica sulla quale investire.
Inoltre questo blog crede che la Legge dovrebbe essere uguale per tutti, come le leggi della Natura che ogni giorno cerchiamo di comprendere.

Per questi motivi vi chiederei di votare per 4 Sì, ma più di tutto vi invito ad informarvi più approfonditamente su ciò che il referendum cerca di modificare e farvi una vostra idea.

Link utili:
Cos'è il legittimo impedimento? - Il Post
Energia nucleare: dibattito aperto - Educambiente
Acqua bene comune

13 maggio 2011

La moda del gallio

Il gallio è sempre stato un elemento interessante, è uno di quei pochi elementi dei quali si conoscevano le proprietà prima che fossero scoperti realmente (gli altri erano lo scandio e il germanio). Fu proprio l'ideatore della Tavola Periodica, Dmitrij Mendeleev, che ne ipotizzò le caratteristiche chimico-fisiche in base alla posizione che avrebbero occupato sulla stessa Tavola pur non sapendo se quegli elementi sarebbero esistiti realmente o meno.

Ma a quanto pare il gallio non smette di incuriosire.
Avete fatto caso a come ultimamente sul web stia prendendo piede una sorta di moda per questo elemento? Se cercate su Youtube è pieno di gente che:

1.

ci gioca facendolo fondere fra le mani;

2.

ci costruisce dei cucchiaini per dei "simpaticissimi" scherzi da fare agli amici;

3.

ne mostra le proprietà solventi nei confronti di metalli solidi;

4.


ed anche l'Università di Nottingham, per citare un esempio più autorevole, ha girato più di un video sul trentunesimo elemento.

Chissà se Mendeleev, avendo a disposizione una webcam e un canale di diffusione sarebbe stato molto diverso da questi ragazzini. Me lo immagino davanti al suo portatile che commenta come, svariati anni prima, già sapesse cosa questo elemento fosse in grado di fare. Il tutto mentre cerca di far sciogliere qualche grammo di metallo col calore delle mani.